La caduta del muro di Berlino.

Storia di una che nella vita dovrebbe fare altro, e invece non fa nulla.

ASK/ME

Devo ammettere, e sorprendentemente la cosa non mi turba affatto, di essere una di quelle donne che hanno la la capacità di rompersi il cazzo di una relazione con una velocità imbarazzante, una di quelle che in venti minuti riesce a dirti i nomi dei bambini che volete fare, e l’istante dopo sta cercando il modo meno imbarazzante per uscire da casa tua e non tornare mai più. Riesco a capire se sei un coglione in trenta secondi, riesco ad analizzare la nostra futura relazione con precisione quasi statistica, e una cosa l’ho capita, in questi anni: non accontentatevi. Non mollate il buio per la luce, non scegliete lo zerbino al posto dell’uomo che vi tiene testa, che fa tutto sbagliato, ma fa bene quelle due o tre cose che ve lo rendono indispensabile perché non lo decidete voi, ma le farfalle che abitano nel vostro stomaco, fatele agitare, scegliete quelli sbagliati, fatevi divertire, scegliete con l’istinto, fatevi scegliere, fate le cazzate e poi rimanetici male. Quell’altro, non è quello giusto, perché è troppo facile, e quando è troppo facile, c’è sempre la fregatura.