Cose che ho imparato da quando sono povera.
Se vivete a Londra, come me, e dopo due settimane dal payday scoprite di essere completamente al verde, non rinchiudetevi a casa a mangiare riso scotto per le successive due settimane, con questi accorgimenti riuscirete anche voi a condurre una vita da hipster del cazzo senza spendere poco o nulla!
-Se volete prendere delle birre nel disperato tentativo di ubriacarvi, non andate all’offlicence sotto casa mia, in Kingsland Road, che più che un offlicence sembra la casa della mia amica Lorien quando c’era il topo con i prezzidi Ladurée. E nemmeno al Tesco sotto casa mia, che è pieno di stronzi e costa anche come un rene al mercato nero. Andate da Sansbury’s in Kingsland High Street, che dalle cinque alle otto è pieno di boni e i noodles di Sainsbury Basic costano solo 11 centesimi di pound e se siete fortunati come me trovate anche in offerta la Viennetta alla menta a un pound e direi che avete mangiato abbastanza.
-Se siete povere ma gnocche, il proprietario di Efes, che si chiama Mustafa e probailmente nel frigo dietro il bancone tiene degli organi umani congelati pronti da rivendere al miglior offerente, è una persona molto simpatica che se gli sorridete un pochino provvederà a portarvi birre gratis ogni trenta minuti mentre giocate a biliardo, perchè fare sport è importante.
-Trovate un amico che lavori in un bar e fatevi dare da bere le bevande dello staff: il gin tonic double a un pound è una cosa fenomale, soprattutto dopo il dodicesimo.
-C’avete la serata che dovete vestirvi da strappona ma non c’avete na lira? Topshop: comprate, indossate con l’etichetta e riportate la settimana dopo, che vi ridanno i soldi, beata lnghilterra.
Per questa settimana è tutto, vado dall’offlicence a comprarmi i noodles,fellas.
>>Terremoto in Veneto e in Lombardia.
Stasera Speciale Porta a Porta con le testimonianze delle decine di milioni di sopravvissuti.
hic-manebimus-optime asked: Beh, quindi quando torni?
Torno per una settimana a fine febbraio. vedo la mamma, le amiche, del cibo e dei soldi, poi rimpacchetto tutto e torno a Londra. veloce e precisa, tipo missione punitiva.
>Stamattina la mia collega, che è italiana come me, si è presentata a lavoro con una Kinder Brios. Sai no, quella tortina appiccicosa e vagamente disgustosa composta al novanta percento di conservanti? L’ho guardata con un affetto infinito (la tortina, non la collega), come se fosse un bene inestimabile, un pezzo di Italia, di adolescenza sovrappeso e intervalli infantili in cortile sull’asfalto con le mani appiccicose di finta crema di latte. E mi sono resa conto che Londra è bella e io l’adoro, ma venderei un rene ora, per poter essere in un Carrefour, in Italia, a scegliere le brioche e i cereali ricoperti di cioccolato al latte, che cazzo qui le schifezze non le sanno proprio mangiare.
>Anonymous asked: gli at the drive in, cazzo. gli at the drive in che si riuniscono. la vita è bella. i.c.
ne parlavo ieri al pub con il barista con gli occhiali. life’s good mate.
>behehea asked: Non so se è perchè prestissimo tenterò l'avventura 'trova te stesso a Londra' che mi pare di capire hai fatto anche tu, ma l'ultimo post mi è sembrato la luce in fondo al tunnel dell'ansia pre partenza. E' stato bello! XD
Grazie! Spero possa essere profetico per te, quando sono partita io nessuno mi ha detto nulla, e ho fatto tutto un po’ alla cazzo, avevo paura di viverci a Londra, paura di fare troppo rumore, voglia di essere una me stessa diversa. Alla fine ho capito che non c’è nulla di meglio che farsi sentire, fare casino, pestare i piedi ed essere te stessa qui. Peró la paura portatela dietro, ti servirà a goderti di più il momento in cui te ne libererai.
>Qualcuno una volta ha chiesto una bussola, una direzione, un posto dove andare. Io credo di averlo trovato: la maggiorparte dei lunedì non è facile, dico, svegliarsi e mettersi in gioco come se fosse ancora il primo giorno, tutti i giorni, senza radici come sono sempre stata; ma alla fine della giornata torni a casa, bevi un bicchiere di vino, finalmente respiri. E capisci che dove stai andando è esattamente dove non ti saresti mai aspettata ed esattamente dove vorresti essere tra qualche anno. Ricostruirmi non è mai stato da me, ho sempre preferito le mie consuetudini, il mio bar sotto casa con i proprietari abituati al mio solito caffè, al mio compleanno, ai miei ex fidanzati, ai miei occhiali da sole alle nove di mattina. Ho perso tutto, ma ho ritrovato tutto, tutto diverso: l’appartamento di fronte alla stazione dei pompieri, il caffè al baracchino di Regent Street, il divano di casa occupato dalle mie nuove amiche. E il cuore libero.
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